Diario di viaggio: con i minatori in sciopero e a casa di Rachid Ghannouchi

Venerdì 18 febbraio, pomeriggio

Ho incontato a Tunisi un gruppo di dieci minatori disoccupati della regione di Gafsa.

Occupano da 18 giorni la sede della compagnia nazionale del fosfato. Hanno trasformato un ufficio in un dormitorio.

Ci sono degli studenti originari della regione e trasferitisi a Tunisi che li sostengono e che aggiornano la pagina facebook del movimento. I dieci rappresentano una delegazione della zona miniera che ha conosciuto rivolte e scioperi per 9 mesi nel 2008.

Sono stati ricevuti dal nuovo Ministro per lo sviluppo ma non hanno ancora avuto risposte e stanno pensando di organizzare uno sciopero della fame.

Sabato 19 febbraio

El Hamma è il paese natale di Rachid Ghannouchi, il leader del movimento islamico Ennadha. Sabato Ghannouchi rientrava per la prima volta a casa dopo 22 anni d’esilio a Londra.

El Hamma è una città povera di 80 mila abitanti nel sud tunisino, con poche industrie e nessuna infrastruttura turistica.

C’e una folla importante a accoglierlo nella piazza centrale della città. Un militare ci indica la cifra di 10.000 persone fra simpatizzanti e curiosi. Sono accolto calorosamente da una miriade di bambini che vogliono posare davanti alla macchina fotografica.

Uno dei fratelli di Ghannouchi ci porta a casa sua dove è organizzata una festa per il ritorno di Rachid. Percorriamo un dedalo di strade per finire in mezzo al deserto. Mi chiedo se per caso non ho trovato Bin Laden. Ci sono due o tre case. Lo spiazzo è pieno di macchine e c’è un gran via vai.

C’è tutta la famiglia di Ghannouchi, i suoi collaboratori stretti e i militanti del partito.

Dopo la preghiera condotta personalmente da Ghannouchi incontriamo il suo delfino, membro della direzione nazionale del partito. Lourimi Hajmi è un filosofo che ha passato quasi 18 anni in diversi prigioni tunisine sotto il regime di Ben Ali. Mangiamo insieme un cous cous tradizionale e parliamo delle posizioni del partito, delle loro intenzioni. Il partito islamico sostiene ufficialmente un modello tunisino basato sulla conciliazione fra la cultura arabo-musulmana e la modernità. E’ complicato capire le intenzioni reali del movimento nonostante il discorso apparentemente aperto e franco. Ci sono questioni tabù, come il conflitto israelo-palestinese, la struttura interna del partito e le risposte sulla laicità sono vaghe. Sono invitato a dormire ma preferisco rientrare verso Gabes dove ho l’albergo, a 20 minute di El Hamma.

Questa sera c’è una partita della nazionale. I caffè sono pieni.

Le foto sono di François Schreuer. Se ne possono trovare altre su flickr.

Leave a Reply

Want to join the discussion?
Feel free to contribute!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>